Come mi sento in questo assurdo periodo? Con voi sarò sincero, ormai più che un uovo mi pare d’essere uno stufato! L’argomento di oggi mi ha fatto però aprire il guscio su una nuova prospettiva perché, in tema di responsabilità sociale, un momento di crisi come questo potrebbe averci fatto un bel favore: se già prima della pandemia la spinta sociale era inclusa tra le priorità delle aziende, oggi ha assunto ancor più rilevanza ed ha trovato, nelle nuove tecnologie e nello sviluppo del digitale, un terreno fertile per essere raccontata.
I brand che hanno saputo sfruttare le trasformazioni del web sono stati in grado di rispondere con successo alle nuove richieste di quei consumatori che, in un momento come questo, non sembrano più disposti a seguire le imprese unicamente sul terreno dell’instant marketing.
Lo fanno per sé stessi, per farsi strada nel panorama competitivo, per accrescere la reputazione e, naturalmente, il proprio profitto. Bhe, tornaconto o no, che il gioco si sia spostato a livello etico e sociale è certamente un successo per tutti.
Se ci pensate è cominciata una vera e propria gara di solidarietà: tantissime sono state le raccolte di crowdfunding per sostenere gli ospedali nell’emergenza sanitaria e tante aziende hanno scelto di riadattare il proprio business per aiutare il Paese.
I Ferragnez su Milano e Lorena Antoniazzi, azienda di moda con cui collaboriamo, per l’ospedale di Perugia, ne sono solo un esempio, o ancora Fedrigoni, a sostegno del NHS Charities Together.