Cari lettori, ormai mi conoscete bene, conoscete la mia scrittura ed il mio timbro grafico, mi avete visto nelle foto e nei video animati sui nostri social, ma una cosa certamente vi è ancora sconosciuta: la mia voce. Un pensiero semplice che mi ha portato a riflettere su come, sempre più spesso, ci stiamo abituando ad ascoltare le parole dei brand proprio attraverso una voce, attraverso un nuovo strumento di comunicazione in rapidissima crescita: il branded podcast.
Sono passati pochi anni da quando questo nuovo mezzo ha fatto la sua comparsa nel panorama del marketing: nel 2015 General Electric tentò un primo approccio senza grande seguito, ma adesso le cose sembrano cambiare. Secondo Chartable (società di misurazione di podcast degli Stati Uniti), solo sulle piattaforma Apple, sono stati circa 4500 i branded podcast attivi nel 2020, con una prospettiva di raddoppio nel 2021.
Il podcast sta intercettando le persone in touchpoint mai esplorati, sta superando i limiti dell’attenzione visiva, chiedendo all’ascoltatore uno sforzo mentale minore e proponendogli un maggiore coinvolgimento emotivo.
La voce, strumento centrale del nuovo media, sposta la narrazione su un piano intimo e profondo, permettendo di instaurare una relazione e di condividere la propria storia.