Il viaggio dei brand nella sharing economy

I bagagli sono pronti ed io non vedo l’ora di partire: i viaggi, le avventure, le nuove amicizie…a volte proprio in compagnia dei nostri protagonisti, i brand. Se le parole d’ordine di oggi sono viaggio e condivisione, avete mai sentito parlare di sharing economy?

Non è un segreto che le comunità da sempre prestino, scambino o condividano i propri beni ma, con l’avvento di Internet e dei big data, questa attitudine si è trasformata in un vero e proprio modello di business: Airbnb e BlablaCar ci hanno insegnato come spesso condividere sia addirittura più remunerativo che vendere.

In primo piano troviamo start-up con pochi anni di vita (talvolta mesi) a contendersi la leadership nel panorama dell’economia della condivisione, ma oggi, anche aziende consolidate iniziano a guardare questo trend come opportunità di cambiamento e di innovazione: in Italia, proprio quest’anno, è arrivata per esempio TaskRabbit, l’applicazione comprata da Ikea per mettere in contatto chi necessita di lavori di casa con chi si rende disponibile nel dare una mano.

Valori come riciclo, sostenibilità economica e partecipazione sembrano essere i principi cardine di questo nuovo modello che, se analizzato con disincanto, si presenta appetibile per le aziende in quanto affare redditizio.

Le entrate di Avis, con l’acquisto di Zipcar, sono infatti decollate e anche Adidas, collaborando con Fubles, ha potuto sfruttare la community di appassionati di calcio per il lancio della scarpa adizero f50.